Cos’è il misuratore di glicemia e a cosa serve? Informazioni utili

Il misuratore di glicemia è un dispositivo sanitario che permette al paziente diabetico di adeguare, in caso di valori sballati, la terapia farmacologica in base a quanto prescritto dal medico, e così evitare episodi di ipo o iper glicemia, che spesso accadono nei diabetici legati a terapie insuliniche. Anche detto glucometro o reflettometro, il misuratore di glicemia serve a misurare la glicemia, cioè la concentrazione di glucosio nel sangue. Come i pazienti affetti da questa patologia ben sanno, si tratta di uno strumento fondamentale. Non solo, come detto, per evitare sbalzi dei valori, ma anche per essere autonomi nel monitoraggio. Questi apparecchi, ormai pratici e facilmente trasportabili, permettono in fatti di evitare la misurazione dei valori in laboratorio, garantendo una vita in piena autonomia.

Attenzione! Il glucometro, come dice il termine stesso, non deve mai essere utilizzato per l’autodiagnosi della malattia, che spetta esclusivamente a un medico specialista. Per “tarare” l’apparecchio, al primo utilizzo può essere opportuno confrontare i valori del monitoraggio con un’analisi con prelievo in laboratorio. Se i dati coincidono, vorrà dire che il dispositivo funziona correttamente.

Da cosa è composto un misuratore di glicemia e quali sono i modelli sul mercato

La composizione dei kit dipende dai modelli. In genere il misuratore di glicemia contiene, oltre all’apparecchio in sé, lancette, pungidito e strisce reattive. Ci sono tre tipologie principali di misuratori: il glucometro invasivo, quello non invasivo e i dispositivi basati su metodo non invasivo e continuo (o CGM).

IL GLUCOMETRO TRADIZIONALE

Il più utilizzato è il misuratore che si basa sul metodo invasivo, con pungidito: sembra un controsenso, rispetto ai progressi della tecnologia, ma alcuni pazienti continuano a fidarsi di più di questo strumento, perché lo ritengono più affidabile. La raccomandazione è stare attenti alle strisce reattive, su cui viene depositata una goccia di sangue, che vanno sostituite secondo le indicazioni fornite dal produttore.

Le strisce reattive sono da utilizzare in associazione al misuratore di glicemia. Alle strisce reattive si accompagna un chip da sostituire quando la confezione è esaurita, se non si osserva questa regola, i risultati della misurazione potrebbero non essere attendibili. Attenzione, però. Se il codice visualizzato sullo schermo del dispositivo non corrisponde a quello apparso sulla scatola di strisce che si sta utilizzando, la misurazione non è attendibile.

MISURATORE DI GLICEMIA NON INVASIVO

Nei misuratori non invasivi, la misurazione avviene con dei sensori di natura fisico-chimica che si collocano sul braccio, con una lettura praticamente immediata. Un sistema rivoluzionario, ma di cui alcuni pazienti valutano non positivamente l’affidabilità e il fatto che i sensori non aderiscono completamente alla pelle.

MONITORAGGIO CONTINUO DELLA GLICEMIA

E’ il terzo dei metodi utilizzati per la misurazione autonoma della glicemia. Sono i glucometri CGM, o glucometri impiantabili, il cui metodo consiste nel monitoraggio continuo del tasso di glucosio nel sangue. C’è un sensore cutaneo impiantabile e un sistema di trasmissione senza fili. Vengono utilizzati in modo permanente, di solito sul braccio, e misurano il livello di glucosio nel liquido interstiziale. Il fatto che il misuratore sia fisso garantisce maggiore precisione. Ma attenzione a leggere attentamente le istruzioni.

Nella scelta dell’uno o dell’altro modello è sempre opportuno farsi guidare dal medico, che nella prima fase potrà accompagnare il paziente diabetico a effettuale senza errori le misurazioni iniziali. Una volta presa familiarità con il dispositivo, si è pronti a far da sé.

Quando misurare la glicemia?

Il momento migliore per effettuare la misurazione va concordato con il diabetologo di fiducia. Sarà lo specialista a definire i momenti migliori della giornata per effettuare il monitoraggio. Normalmente il controllo va effettuato seguendo questi ritmi:

  • Un controllo prima dei pasti principali: colazione, pranzo e cena
  • Due ore dopo l’inizio dei pasti principali.
  • Quando si pratica attività fisica, per valutare l’opportunità di rinviare.
  • Prima di mettersi alla guida, soprattutto se si è soggetti a sbalzi improvvisi, in modo da essere sicuro di non mettere in pericolo la propria sicurezza e quella degli altri.

Ci sono però dei segnali che devono far alzare la guardia. La glicemia va misurata ad esempio ogni volta che si avverta un sintomo di potenziale glicemia alta o bassa (ipoglicemia o iperglicemia); quando siano stati prescritti nuovi farmaci, quando il dosaggio dei medicinali dovesse essere modificato e ogni volta che siano introdotti nuovi alimenti nella dieta e si verificano alterazioni dello stato di salute. La regola numero in questi casi è sempre consultare il medico.

Un consiglio è di tenere con sé un “diario della glicemia” e utilizzalo per registrare manualmente i risultati dei test. I medici curanti e i centri sanitari in genere ne hanno a disposizione. Il diario va sempre portato con sé alle visite di controllo.

Quanta autonomia in più grazie al glucometro

Per ogni paziente diabetico, tenere sotto controllo i valori è una questione vitale. Ma non solo. Perché avendo la possibilità di monitorare costantemente i valori di glicemia nel sangue, si può valutare ogni aspetto della propria vita. Ad esempio, che riflesso ha sulla glicemia uno stile di vita sano, basato su alimentazione corretta e costante attività fisica. O al contrario le cause di eventuali complicanze. Il misuratore aiuterà insomma a valutare come ogni cambiamento nel proprio stile di vita possa avere un impatto sui valori registrati. E così consentirà di calibrare i sacrifici, in modo da avere una vita quanto più possibile normale e senza troppe rinunce.

Come leggere i dati?

Dipende dal modello, ma i parametri nei quali sono espressi i valori sono: g/l, mg/dl o mmol/l. Attenzione se si passa da un parametro all’altro perché la misurazione potrebbe sballare. Alla base delle misurazioni ci sono i principi elettrochimici (enzimatici). Sono tre le tipologie di glucometri, a seconda dell’enzima che sfruttano: misuratori di glicemia basati su glucosio ossidasi (GOD), su glucosio deidrogenasi (GDH) e a colorazione di glucosio ossidoreduttasi (GlucDOR). E’ quindi fondamentale che le strisce reattive siano compatibili con la tecnologia indicata sull’apparecchio.

Attenzione a eventuali terapie in corso: alcuni farmaci potrebbero interferire con i valori. E’ caso della ossigenoterapia, che potrebbe interferire sui valori rilevati da un glucometro a glucosio ossidasi. Mentre invece i dispositivi GlucDOR potrebbero interferire con maltosio, galattosio e polisaccaridi, oltre che degli oligosaccaridi presenti nelle soluzioni perfusionali. Leggere sempre le istruzioni e le avvertenze del prodotto.

Curiosità, innanzitutto. Mi piace approfondire e scoprire spigolature e sfumature negli argomenti che tratto. L’informazione al servizio di chi vuol sapere penso sia il più gran valore di sempre

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